La Puglia è pronta a stupire appena ci si mette piede. Se, per esempio, raggiungete la nostra regione atterrando all'aeroporto di Brindisi, trovate a pochi passi dalle piste di atterraggio una meraviglia che probabilmente sulle guide turistiche non troverete facilmente. Parliamo della chiesa di Santa Maria del Casale, situata in Contrada Baroncino nei pressi del quartiere Casale. Quando si arriva nei pressi della chiesa si rimane stupiti dal fatto che, in un luogo così isolato e nascosto, si mostri in tutta la sua unicità una costruzione così ricca di bellezza e di storia. Il sito è ben segnalato lungo la strada che porta all'aeroporto dalla rotatoria posta alle porte di Brindisi (punto di snodo tra Taranto, Brindisi, Lecce).

Vi raccontiamo un po' di storia.

La data di fondazione della chiesa è incerta, ciò che è certo è che i documenti che ne attestano l'esistenza sono posteriori al 1300. Dal 1310 la chiesa e i locali annessi furono utilizzati come segreteria del più imponente processo contro i cavalieri Templari  del Regno di Sicilia, accusati di “eresia, idolatria e cose nefande”. È qui che si intreccia la storia di questo luogo con quella dei leggendari cavalieri. Dal 1319 al XVI secolo la chiesa rimase sotto l'egida dei Principi di Taranto mentre nel 1568 l'arcivescovo di Brindisi, Giovanni Carlo Bovio, affidò il complesso ai Frati Minori Osservanti Riformati.
Durante il XVII secolo il monumento fu trascurato e deturpato. Adibito a lazzaretto, a causa di una epidemia di peste scoppiata nel Salento, vide la completa copertura con la calce dei muri affrescati in quanto si credeva che questi fossero portatori di contagio. Quando i Padri Riformati lasciarono la chiesa questi affreschi furono riportati alla luce (fortunatamente!) grazie alla rimozione dello strato di calce e alla demolizione degli altari barocchi precedentemente costruiti.
Si avviò, così, il percorso che portò, nel 1875, a dichiarare Santa Maria del Casale Monumento Nazionale ma questo non impedì che la struttura fosse utilizzata come deposito di armamenti durante i due conflitti mondiali, con conseguenti danni.
Il tutto si conclude in bellezza perché nel 1954 il Genio Civile operò per riparare tali danni e la Sovrintendenza ai Monumenti della Regione Puglia si occupò delle operazioni di restauro che si conclusero nel 1987.

Dalla storia alla leggenda.

Si racconta che S. Francesco di Assisi, durante il ritorno da un viaggio in Oriente, si fermò a Brindisi dove predicò lungo le strade della città. Arrivata la sera, stanco, decise di riposare nella borgata sorta nella penisoletta alla destra del porto, lì dove c'era una cappelletta dedicata alla Vergine che custodiva un'icona mariana molto venerata. Francesco, al suo risveglio, si accorse che un abile ragno aveva tessuto la sua tela ricoprendo come un velo l'immagine di Maria. Per questo il Santo ammonì la bestiola che aveva osato coprire il volto della Madre di Dio, per cui l'animaletto disfece la sua opera.
È qui che la storia di questa chiesa si intreccia ancora con quella dei cavalieri. A chiedere protezione alla Vergine del dipinto si fermavano coloro che si imbarcavano, marinai...crociati. Brindisi era un crocevia importante per il flusso dei cavalieri che si muovevano dalla e per la Terrasanta.

Ma come si presenta Santa Maria del Casale?
L'esterno mostra un'architettura sobria impreziosita da una decorazione a motivi geometrici dai colori delicati, ottenuti dall'accostamento della pietra bianca di Carovigno al tufo locale. I motivi  geometrici creano disegni a zig zag, a denti di sega, a spina di pesce e a scacchiera e sono un unicum in Puglia, probabilmente ispirati a modelli toscani, siciliani e turchi.
L'interno è completamente decorato da affreschi appartenenti a due cicli diversi, quelli di epoca angioina con il “Giudizio Universale”, l' “Albero della croce”, il “Cristo Re”, l' ”Annunziata”, le “Storie di S.Caterina d'Alessandria” e quelli che hanno come soggetto i Santi o la Vergine.
Particolare è all'interno la presenza di una colonna in marmo sovrastata da una croce, probabilmente del IX secolo, utilizzata anticamente per il rito greco dell'Osanna (“Lu Sannai” in dialetto locale) che consiste nella lettura dell'Epistola e del Vangelo in lingua greca nella domenica delle Palme. Sino agli anni Cinquanta il rito si svolgeva su una collinetta situata nei pressi della chiesa dei Cappuccini, dove era posta la colonna in marmo che, probabilmente, era la medesima conservata in Santa Maria del Casale.

Al termine di questo breve viaggio nella storia e nell'arte, il nostro consiglio è di non perdere l'occasione per fare tappa in questo luogo a due passi da Brindisi, che merita la giusta attenzione. Suggeriamo anche di associare questa visita proprio a quella della città di Brindisi che, magari, vi racconteremo in un prossimo vagatour. Il sito della chiesa è aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00. La visita si effettua in autonomia, al momento non c'è un servizio di visita guidata in loco e non sono presenti audioguide o altro materiale informativo. Se, prima della visita della chiesa, decidete di recarvi a Brindisi, lì trovate la sede della Pro Loco (in pieno centro storico) che può fornirvi del materiale informativo su Santa Maria del Casale. Potrebbe esservi utile anche consultare un libro dedicato attraverso il quale avere maggiori informazioni su questo sito: “Santa Maria del Casale” di Bianca Tragni per ADDA EDITORE.

Buona visita e ricordate di viaggiare sempre “all'uso nostro” di Vagari!